Canti cover

Canti

Giacomo Leopardi (1798-1837)

1. 01 - All'Italia
2. 02 - Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze
3. 03 - Ad Angelo Mai quand'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica
4. 04 - Nelle nozze della sorella Paolina
5. 05 - A un vincitore nel pallone
6. 06 - Bruto minore
7. 07 - Alla primavera, o delle favole antiche
8. 08 - Inno ai patriarchi o De' princípi del genere umano
9. 09 - Ultimo canto di Saffo
10. 10 - Il primo amore
11. 11- Il passero solitario
12. 12 - L'infinito
13. 13 - La sera del dì di festa
14. 14 - Alla luna
15. 15 - Il sogno
16. 16 - La vita solitaria
17. 17 - Consalvo
18. 18 - Alla sua donna
19. 19 - Al conte Carlo Pepoli
20. 20 - Il risorgimento
21. 21 - A Silvia
22. 22 - Le ricordanze
23. 23 - Canto notturno di un pastore errante dell’Asia
24. 24 - La quiete dopo la tempesta
25. 25 - Il sabato del villaggio
26. 26 - Il pensiero dominante
27. 27 - Amore e morte
28. 28 - A se stesso
29. 29 - Aspasia
30. 30 - Sopra un basso rilievo antico sepolcrale
31. 31 - Sopra il ritratto di una bella donna
32. 32 - Palinodia al marchese Gino Capponi
33. 33 - Il tramonto della luna
34. 34 - La ginestra
35. 35 - Imitazione
36. 36 - Scherzo
37. 37 - (Odi, Melisso)
38. 38 - (Io qui vagando)
39. 39 - (Spento il diurno raggio)
40. 40 - Dal greco di Simonide
41. 41 - Dello stesso

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Summary

La prima edizione dei Canti fu pubblicata a Napoli, curata dall'autore, nel 1835. Superficialmente sarebbe potuta apparire un'ennesima raccolta della tradizione classicista italiana. Nulla di nuovo infatti nel contenuto e nel linguaggio. Il pessimismo e la noia sono temi che dall'Ecclesiaste erano apparsi regolarmente nella letteratura occidentale, da quella classica fino al Werther. Le sferzate poetiche contro la decadenza politica e civile della “patria”, le cui prime attestazioni nella tradizione culturale occidentale risalgono ai profeti veterotestamentari, già in Dante e Petrarca avevano raggiunto vette altissime. Nulla di sostanzialmente nuovo neanche nella lingua poetica, la stessa oramai canonica dal Petrarca in poi: “sembiante” per viso, “luci”, “lumi” o “rai” per occhi,“garzone” per giovane, “beltà”, “augelli”, “alma”, “cor”, ecc. Ma si legga a caso un passo dei Canti, ed ecco che, come nella musica di Mozart, siamo colpiti da un tono nuovo, unico, difficilmente analizzabile. Si provi ad invertire un qualunque sintagma e la magia scompare! Mai titolo fu più pertinente. Ma non è musica fine a sé stessa. Dispiegata sulle “ali del canto”, la voce, così profondamente sincera ed umana di Giacomo Leopardi, grazie all'ineffabilità che nasce dal suo sforzo poetico, continua a toccarci l'animo e il cuore come poche altre, nella poesia italiana. (Riassunto di Sergio Baldelli)

Reviews

marco

di non facile lettura. Bravo il lettore! grazie